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Lo stress dei figli contesi ed interrotti
All’interno della disgregazione del progetto familiare e nella conseguente battaglia coniugale si allentano le redini della responsabilità genitoriale.
I generanti assorbiti dalle proprie necessità tendono a scotomizzare i bisogni della prole, specie quelli di natura psicologica, , la quale diviene ingiustamente sofferente , mentre gli adulti in modo solo relativamente consapevole e fortunatamente nella maggiore parte dei casi solo temporaneamente, rischiano di divenire figure maltrattanti.
Frequentemente si assiste ad una deriva transcontestuale, che vede migrare il conflitto dal registro coniugale verso quello genitoriale.
La frattura e la scomposizione del registro coniugale (uno dei due pilastri portanti l’impalcatura familiare), frequentemente coesiste e disabilita l’altro registro , quello genitoriale; in questa evenienza l’impalcatura familiare viene disabitata e la prole perde il senso di protezione e di sicurezza.
Le separazioni giudiziali arricchiscono i genitori di un’altra povertà : le dispute per l’affidamento dei figli.
I genitori sono consapevoli che alla collocazione della prole conseguirà l’assegnazione dell’immobile coniugale, ed è all’interno delle anzidette dinamiche che, in una sorta di presa diretta, lo scenario del conflitto acquisisce un’altra livrea, e si giunge ad assistere ad una pericolosa deriva vendicatrice con slittamento dei conflitti dal contesto coniugale a quello genitoriale (deriva transcontestuale).
Ad essere patogeno per la salute psicologica del minore, è lo spostamento e l’estensione del conflitto dal versante coniugale a quello genitoriale; ciò determina uno scisma nel mondo interno del soggetto in età evolutiva, il quale viene forzato ad adottare delle strategie di sopravvivenza connotate da una duplice valenza: resistere e superare le sfavorevoli condizioni relazionali nelle quali viene suo malgrado a trovarsi ; fare sopravvivere all’interno del proprio panorama interiore ,con durevole efficacia, il ricordo dell’unità familiare .
La ricerca da parte dei soggetti in età evolutiva delle strategie di sopravvivenza, consente di comprendere come costoro vengano obbligati all’interno di uno stato di sofferenza (danno alla vita di relazione).
Il mandato biologico- esistenziale è la vita; non la sopravvivenza. Le vite umane e non, ricercano strategia di sopravvivenza solo nei momenti acuti di selezione naturale, ovvero per continuare a vivere e superare un grave evento o una condizione di grave pericolo.
In tale senso si ritiene che tutti i minori costretti ad adottare strategie di sopravvivenza siano sofferenti in quanto introdotti, da uno o da entrambi i genitori ,all’interno di uno spazio di maltrattamento che li ha inglobati nel conflitto parentale, e che per un certo periodo di tempo più o meno variabile, siano affetti da un disturbo post traumatico da stress,che andrà risolvendosi, o che potrà permanere e cronicizzarsi,a seconda dell’estinzione o meno dei fattori scatenanti.
Dunque per comprendere a fondo le radici del malessere dei minori, non si deve osservare esclusivamente l’esistenza di un disturbo di personalità genitoriale, ma diviene imperativo spostare il focus osservativo e porre un’attenta diagnosi differenziale su un altro aspetto: entrambi i genitori sono parimenti responsabili dello stato di deprivazione di quiete emotiva del minore , oppure vi è un genitore che ha impresso, anche in assenza di un disturbo di personalità, il proprio maggiore interesse psicologico -patrimoniale nel trascendere dal registro coniugale verso quello genitoriale, trascinando in tale modo la prole all’interno di un contesto maltrattante?
La mente umana, sia essa adulta che in fase di sviluppo ,è un organo sensibile e delicato che necessita per evolversi di essere cullata all’interno di relazioni sicure e protettive.
Quando i legami interpersonali divengono come le onde del mare inquinato, spume tossiche, la mente si ammorba ed inizia a soffrire in modo esponenziale al crescere della sofferenza emotiva patita e del degrado relazionale nel quale rimane coinvolta.
Le responsabilità dei soggetti agenti generanti sono insite nella deriva transcontestuale, cioè nel trasferimento della distruzione relazionale dalla coniugalità verso la genitorialità.
Sbaglia colui che per primo trascende dal contesto coniugale e devia il conflitto in quello genitoriale,cagionando un danno alla altrui vita di relazione, specie per il minore.
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