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I conflitti dentro le famiglie

 

Quando alle controversie familiari si innestano le implicazioni giuridiche ormai i congiunti viaggi esperienziali sono terminati e le persone non riescono a separarsi senza farsi male; in questi casi il marchio di fabbrica degli individui e dei loro frammentati complessi familiari sono delineati da ferite irreparabili, spiacevoli screzi, tragici disaccordi, offese inconcepibili,velenosi insulti.

 

La discordia , l’ostilità , la ruminazione rabbioso- aggressiva , l’altrui screditamento , l’autodenigrazione ,gli sconvolgimenti interiori, la perdita di serenità e volontà di imporre sui figli (munus = dono della coppia coniugale), la propria supremazia affettiva, i vissuti abbandonici, il sentimento di fallimento e quello di lutto, la depressione reattiva ,e per alcuni la riacquisita libertà,sono solo alcuni dei vissuti rinvenibili.

 

La mia quotidianità professionale frequentemente mi permette di apprezzare che quando la controversia familiare trascende i confini del privato ed entra nel pubblico, ed assume implicazioni giuridiche,la controversia conduce ad un’escalation simmetrica tra le parti ( si tratta una crescita esponenziale del conflitto per via dell’aumento di variabili. Al di là dell’esposizione matematica il concetto è chiaro : è come se il conflitto,fuoriuscendo dal complesso familiare e subentrando all’interno del contesto giuridico , si elevasse dal quadrato al cubo).

 

Le parti per via del loro modo di pensare, sentire e di agire divengono fazioni avverse con perdita di oggettività , dove ognuna tende a conferire versioni inconciliabili ,contrapposte ed escludenti, ma al contempo “plausibili”, della realtà dei fatti e delle dinamiche relazionali .

 

Gli anzidetti sentimenti e le conseguenti dinamiche interattive si rinvengono con costante ed ostinata assiduità, al punto che contraddistinguendo sistematicamente tali famiglie è possibile definirli valori relazionali attesi.

 

Proprio in questi momenti della dolorosa perdita affettiva il complesso familiare necessiterebbe di una  terapia della separazione finalizzata ad affrontare le delusioni provenienti dalla cessazione coniugale ed il conseguente trauma del lutto relazionale.

Se gli incontrollati litigi equivalgono a potenti attacchi contro il legame , il lutto post-separativo contiene in sé una vasta portata distruttiva dei legami familiari e generazionali .

 

L’onda d’urto altera gli equilibri strutturali ed impedisce la possibilità di rinegoziare le relazioni.

In questi particolarmente tragici ed incandescenti momenti di vita le persone devono sapere che :

 

  • potrebbero godere di una terapia di accompagnamento alla separazione ed al divorzio psicologico emotivo dall’altro.
  • che nei momenti c.d. caldi una riduzione della logica e del buon senso per alcuni può apparire normale; tuttavia se le condotte ostative, l’ingratitudine e le difficoltà a riconoscere di aver ricevuto cose positive dall’altro, non si risolvono in un ragionevole lasso di tempo, la persona resta assorbita nel circuito delle complicanze post-separative.
  • In assenza di uno spazio di supporto e di ripresa dedicato al pensare sul proprio modo di pensare ,ed al pensare a come agire  , le dinamiche si cronicizzano divenendo imperante modelli di funzionamento interiorizzato da tutti i membri familiari.
  • Se i genitori come persone vivono delle difficoltà, tenderanno a mettere i figli difficoltà, e costoro inevitabilmente rilanceranno le difficoltà verso i propri genitori.
  • Si genera un modello ricorsivo, dove le difficoltà si cuciono alle difficoltà, che si cuciono alle difficoltà.
  • I minori sono , nel tessuto familiare , i soggetti psicologicamente più fragili in quanto vengono sottoposti ed assistono, durante lo sviluppo psichico, sia alla separazione-disgregazione del proprio complesso familiare, che ai conflitti post-separativi , che amplificano nei loro panorami d’anima la portata dell’evento traumatico .
  • Si tratta di cambiali che verranno da tutti scontate nel lungo periodo; sia dai genitori, che dagli adolescenti, i quali restituiranno ai propri generanti le primigenie difficoltà vissute all’interno del campo familiare.
  • Con questo non si vuole dire che le famiglie intatte siano obbligatoriamente generatrici di salute per tutti, in speciale modo per i figli, ma che a differenziare una separazione funzionale, verso una disfunzionale, è l’assenza di conflitti post-separativi. Certamente per i figli assistere alla disgregazione del progetto coniugale-familiare, è un evento altamente traumatico. Tuttavia in molte storie di vita la separazione rappresenta la consigliabile terapia principe che consente a tutti, figli compresi , di riacquisire e di sperimentare forse per la prima volta una necessaria quota di pace. In questi casi la separazione è un fattore di protezione che protegge i figli da aggravi esistenziali , a patto che i figli non assistano e non vengano sottoposti al fattore di rischio dei conflitti post-separativi . In questo caso tutti, specie i minori, potranno godere delle nuove cose che avranno, e non pensare alle cose passate e perse che non avranno più.
  • Lo spazio di accompagnamento psicologico alla separazione, è un dono che gli adulti come generanti di menti rivolgono al futuro dei figli, rigenerando e rilanciando la speranza per altri doni relazionali.

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